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"Il fantastico è il linguaggio dell’io interiore.Non pretenderò altro per la narrativa fantastica che dire che la ritengo il linguaggio adatto a raccontare storie ai bambini ed a altri. Ma lo affermo con sicurezza perché ho dietro di me l’autorità di un grandissimo poeta, che lo ha detto in modo molto più audace: “Il grande strumento del bene morale – ha detto Shelley – è la fantasia.”

Ursula Le Guin

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giovedì 28 gennaio 2016

Principessa rosa ibrido

Principessa Rosa Ibrido





Nel sistema solare di Zhar
ha due lune il pianeta di Jhar,
sei maree che si sollevano in alto, 
sussultanti nel mare smeraldo,
ed è tutto coperto di un verde
che è il verde più verde del Cosmo.

Lì scintillano i boschi al mattino
tra vapori velati su di un sole azzurrino
che, più tardi, risplende di rosso...
Mille fiumi sussurrano e il bosco,
in cui vivono gli ibridi, è immenso
come immenso è il loro mistero.

Chi li fece?

Questi fiori dai volti inquietanti
hanno petali spumeggianti
che li portano in giro leggeri,
hanno foglie e pistilli, hanno steli,
hanno voce dolce e sottile,
e un sorrisetto gentile.
Gli ibridi parlano ambiguamente
di mille cose strane o di niente

Chi li fece?

Principessa Rosa Ibrido,
filosofa e studiosa,
è anche una bellissima rosa.
Mentre svolazza di qua e di là
mi dice che fu un gioco col Dna
che fecero tanto tempo fa
scienziati atterrati su Zhar.

Donna - fiore – farfalla…
Che strano innesto!

Ma quelli erano dei coraggiosi,
sperimentatori davvero capricciosi!
Immaginarono con spavalderia
donne -corolla e con fantasia
nacquero fiori dai visi deliziosi,
aeree movenze, sangue di linfa verde
in cuori vegetali sempre sospirosi.

Sempre?
Ma che sospirano?

Che domanda! Le nostre donne-fiore,
non possono che sospirar l'amore!
E perciò, nella notte di cupo smeraldo,
come pazzerelle svolazzano nel caldo
afoso, appiccicoso e tropicale,
fino a che non scoppia un temporale...
E' allora che i loro profumi diventano impossibili
veramente troppo intensi e dalle note incredibili
di testa, di fondo e di cuore...
Profumando, gli ibridi esalano l'amore
che provano guardando all'insù!

Ma che guardano? Guardano il cielo blu.
E chi amano?
Amano le lune.

mercoledì 9 settembre 2015



Principessa Papavero 
ovvero 
Proserpina e i papaveri 


 Principessa Proserpina si perde tra i prati, 
confusa e svagata ha la mente: 
dal capo le pende 
purpurea corona di rossi papaveri,
Nel verde pistacchio svolazzano i pollini 

Principessa papavero ha pelle di petalo,
 profumo di primule, 
pensieri perenni di pace pacata e perfetta. 

Prodigio puntuale, passeggia. 
Promette:
 peonie, pulcini, paesaggi pastello, 
poi pergole ombrose di tenere foglie 
pavoni smeraldo che tubano piano
 nel fondo del quadro profondo, 
dipinto a acquerello. 

Incontra sua madre in un campo di grano. 
Perplessa,
 - è passato assai tempo! - 
trattiene, trattiene un momento 
il pallido piede tremante ... 
Poi corre, e in un salto la prende, 
la stringe al suo petto pulsante. 

Se adesso lei piange commossa, 
dal cielo caduta è una goccia… 
e piove e, nel prato, si apre
 una pozza profonda di acqua turchina 

“  Attenta! Attenta bambina! “ 
Le grida la mamma regina 
“Non specchiarti Proserpina!” 
Le dice e sul capo la bacia 

Ma già nel cielo si sente un gran botto 
e tuona e piove a dirotto 
Nel prato si è aperto un gran pozzo 
Sul capo un purpureo papavero si affloscia, 
le pende un po’ sghembo di lato... 

Perplessa, 
Proserpina lascia la mamma abbracciata 
Curiosa, 
percorre lo spazio
 nel tempo di un bacio, 
si affaccia nel pozzo pauroso 
e si specchia. 

Nell’acqua sorride l’Estate 
che giunge dall’alto 
e svolazza, 
immota, ingrata farfalla 
che ha ali immense e bagnate
.
 E poi cade, 
Proserpina cade
 -perpetua caduta - 
nel baratro aperto dell’Ade! 
E ,ancora una volta, irrompe l’Estate.




(da "Principesse metamorfosi")